“ Il segreto, cara Alice, è circondarsi di persone che ti facciano sorridere il cuore. È allora, solo allora, che troverai il Paese delle Meraviglie. ”
di Cecilia Strada
di Cecilia Strada
“Arrivare all’ospedale in lacrime, stringendo la tua unica figlia illesa tra le braccia e accompagnando il tuo unico figlio, ferito, ma ancora vivo. Sederti in un angolo, attonito, con lo sguardo perso, i vestiti sporchi, la barba lunga, la fame e la sete che non senti più, con la piccola aggrappata al collo.
E poi scoppiare a piangere. Hai tenuto tutto dentro nel lungo viaggio da Mosul a Erbil, tua moglie e gli altri tre figli sono morti durante i combattimenti e il dolore ti uccide.
Passano i giorni, le condizioni di tuo figlio migliorano e la telefonata di un cugino ti fa sapere che una delle tue figlie, che credevi essere morta e avevi perso di vista al Posto di Primo Soccorso, è viva! In quello scantinato, dove vi eravate rifugiati per giorni durante i combattimenti, al freddo, senza cibo, senza acqua e gravemente feriti, avevi prima assistito alla morte di tua moglie e poi avevi visto quella tua figlia spegnersi lentamente.
Eri convinto fosse morta. La telefonata ti ha colto alla sprovvista, sei corso a dirmelo, la bambina ha perso una gamba, ha subito delle ustioni e ti hanno riferito che si trovava in un campo di sfollati fuori da Mosul. Me lo hai detto in lacrime e ho pianto con te. Abbiamo messo in piedi la ricerca, mille telefonate ad amici, giornalisti e colleghi.
L’abbiamo trovata, i colleghi l’hanno portata all’ospedale più vicino, l’abbiamo messa su un’ambulanza e oggi è qui. Vi siete abbracciati e baciati, avete pianto, tutti e quattro stretti in unico abbraccio. E noi abbiamo pianto e gioito con voi.
Quanto dolore e quanta tristezza, quanta felicità e quanta rabbia.
Io ho visto la guerra, ho visto per anni le conseguenze di questa follia. Non la capirò mai e non esiste nulla a questo mondo che la possa giustificare, nulla che mi faccia credere che questa famiglia paghi un prezzo accettabile per queste guerre ‘necessarie o giuste’. Milioni di persone stanno perdendo tutto, centinaia non perderanno più nulla, perché sono morte.
La guerra è ‘accettare di essere disumani’”.
La bambina che cercava quella sera, invece, alla fine l’hanno trovata; purtroppo era morta. Grazie a Michela e a tutti quelli che concretamente ogni giorno si mostrano umani, nonostante tutto e tutti.
Istanti
Se potessi vivere di nuovo la mia vita.
Nella prossima cercherei di commettere più errori.
Non proverei ad essere tanto perfetto, mi rilasserei di più.
Sarei più stupido di quanto sono stato,
di fatto prenderei molte poche cose con serietà.
Correrei più rischi,
farei più viaggi,
contemplerei più tramonti,
nuoterei in più fiumi.
Andrei in luoghi in cui non sono mai andato,
mangerei più gelati e meno zuppe,
avrei più problemi reali e meno immaginari.
Io sono stato una di quelle persone che vivono sensatamente
e produttivamente ogni minuto della loro vita;
certo ho avuto anche momenti di allegria.
Però se potessi tornare a vivere
comincerei ad andare scalzo all’inizio
della primavera,
e continuerei ad andare scalzo
fino alla fine dell’autunno.
Farei più giri col cavallo,
contemplerei più albe
e giocherei con più bambini,
se avessi un’altra volta la vita avanti a me.
Però è tardi, ho 90 anni e so che sto morendo.Jorge Luis Borges – Istanti
L’antipolitica (Guzzanti/Bertinotti)
Le donne
Socchiudo gli occhi e riconosco il mio mondo…
“[…] Poi dedico una preghiera a tutte le persone che a un certo punto si sono allontanate da me. Le persone con cui avrei potuto avere un rapporto diverso, e con le quali, invece, per qualche ragione non è andata bene. […] In questo mondo, a causa delle circostanze in cui li ho incontrati, tra me e loro le cose non hanno funzionato in nessun modo. Ma sento, ne sono certa, che da qualche parte, in un mondo profondo e lontano, su una bellissima riva, ci sorridiamo, ci offriamo gentilezza, e trascorriamo insieme momenti felici.”Banana Yoshimoto



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