Un particolare profumo che hai amato

La vita non è retta dalla volontà o dalle intenzioni. La vita è una questione di nervi di fibre e di cellule in lenta formazione, in cui il pensiero si nasconde e la passione elabora i suoi sogni. Puoi immaginare di essere salvo e crederti forte, ma una nota casuale di colore in una stanza o nel cielo mattutino, un particolare profumo che un tempo hai amato e che associ a sottili ricordi, il verso di una poesia dimenticata che ti si ripresenta, il ritmo di un pezzo musicale che hai smesso di suonare…ti dico Dorian, da queste cose dipende la vita. (O. Wilde – il ritratto di Dorian Gray)

Se

Se tutti quelli che sono nipoti, figli, padri di emigranti, se tutti quelli che hanno affidato la loro vita ad un treno, una nave, un aereo, se tutti quelli che hanno lasciato una vita in una terra dove sono nati per cercarne un altra in altri luoghi, con altre lingue, con un altro sole, con un altro cuore, con un altra anima; se tutti quelli che sono morti per strada illusi di avere il diritto alla ricerca della felicita, che sono stati crocifissi per vedere quel giorno in cui sarebbero stati uguali a tutti gli altri uomini, di fronte alla legge, ai propri figli innocenti. Se tutti quelli nati per strada, che hanno visto la terra promessa che i loro padri hanno solo sognato, se tutti coloro che hanno consumato le loro vite per trovare un paese migliore, un motivo per vivere, un altro domani, un altro destino, se tutti noi che non moriremo dove siamo nati, che non vivremo dove è il nostro cuore che avremo sorrisi ma in altre lingue, che nasconderemo dentro di noi un anima ufficiale e una segreta, un mondo reale ed uno virtuale, un amore occasionale ed uno immortale; se tutti noi che viviamo ricordando, che sogniamo rimpiangendo, che amiamo desiderando, se tutti noi, tutti insieme, nello stesso istante, nello stesso secondo, dessimo un calcio alla terra dove siamo, allora il mondo di colpo si fermerebbe, smetterebbe di girare su se stesso, intorno al sole, intorno alla galassia. Allora, tutti i muri costruiti da chi ha paura, quei muri voluti da chi non sa parlare al prossimo, quei recinti creati da chi non vuole ascoltare, tutte quelle infinite pareti di mortale acciaio e doloroso cemento cadranno, come cadde la torre di babele con le sue mura fatte da chi si credeva Dio. Allora non vi saranno più confini, non vi saranno più paesi, steccati di filo spinato, visti da comprare o passaporti e carte verdi: tutti d’improvviso avremo un’unica madre, un’unica terra, un unico dolore