Il cammello e il dromedario

Una volta un dromedario, incontrando un cammello,
gli disse: – Ti compiango, carissimo fratello:
saresti un dromedario magnifico anche tu
se solo non avessi quella brutta gobba in più.
Il cammello gli rispose: – Mi hai rubato la parola.
È una sfortuna per te avere una gobba sola.
Ti manca poco ad essere un cammello perfetto:
con te la natura ha sbagliato per difetto.
La bizzarra querela durò tutto un mattino.
In un canto ad ascoltare stava un vecchio beduino
e tra sé intanto pensava: – Poveretti tutti e due,
ognuno trova belle soltanto le gobbe sue.
Così spesso ragiona al mondo tanta gente
che trova sbagliato ciò che è solo differente.

Gianni Rodari

sui superlativi assoluti

Eliminerei dal vocabolario tutti i superlativi assoluti che esprimono il massimo grado di una qualità senza confronto con altri elementi, senza alcun paragone con altre grandezze. Quando sento parole che terminano con issimo, issima, o alle quali sono anteposti prefissi come arci, stra, super, iper, ultra, extra, ho sempre un sussulto di tristezza.
Mi chiedo sempre come si fa ad essere così categorici, assoluti? Come si fa essere certi della qualità delle cose? Beati loro che vivono con queste certezze.

Le prime parole del vento

Io amo i ribelli, chi va contro i dogmi, chi umilia gli intoccabili e abbraccia gli umili.

Amo chi è controcorrente, i diversi, i pazzi, coloro che combattono le regole che giudicano sbagliate e non accettano mai senza riflessione ciò che altri hanno deciso per loro.

Amo i pensanti, i critici, le voci fuori dal coro.

E non sopporto la morale, non sopporto i moralisti.

Non sopporto gli obbedienti.

Chloris D.